Come creare un MPV (minimum viable product)


Ciao, oggi ti voglio parlare di un argomento un po’ diverso: l’MPV (minium viable product).

Il minimum viable product , probabilmente ne avrai già sentito parlare, è un tema molto presente in ambito Startup, reso celebre da Eric Ries (autore di Lean Startup Model). 🚀

Il minimum viable product può essere definito come il prodotto con il più alto ritorno sull’investimento (ROI) in rapporto al rischio.

Il minimum viable product è il prodotto con più alto ROI in rapporto al rischio

Fatte le dovute premesse, direi che possiamo iniziare: in questo articolo voglio parlarti degli step che intraprendo per sviluppare un MVP.

Il mio Minimum Viable Product

Come probabilmente già saprai, venerdì scorso ho lanciato un nuovo progetto, RemoteJob. 💻

Cosa è RemoteJob? Si tratta di una semplice bacheca dove aziende e privati possono postare “lavoretti” che possono essere svolti da remoto. Lo scopo è quello di mettere in contatto la domanda e l’offerta di lavori. In Italia, infatti, spesso i professionisti faticano a trovare offerte di lavoro nella città dove vivono: può capitare, ad esempio, che un bravissimo programmatore freelance non trovi lavoro nel piccolo centro dove vive, mentre invece le sue competenze possono sono richiestissime in grandi città. Nasce, quindi, l’esigenza di abbattere le barriere spaziali. Allora mi sono detto: “perché non creare qualcosa per agevolare chi è alla ricerca di lavoro?”, e da lì è nato RemoteJob.

Perché te ne parlo? Perché ho seguito alla lettera il principio Minimum Viable Product per sviluppare il mio nuovo progetto.

Come creare un Minimum Viable Product

A differenza della definizione “accademica”, parto dal presupposto che è sempre più difficile stimare correttamente il ritorno nell’investimento, e questo mi porta a concentrarmi ancora di più nel fattore che invece posso controllare: il tempo. E in questo caso, parlo del tempo di sviluppo. ⏰

Minimizzare il tempo di sviluppo minimizza il rischio.

Per il 2019, mi sono dato una sfida: lanciare un nuovo progetto ogni mese. Non deve trattarsi necessariamente del nuovo facebook o del nuovo unicorno (startup con capitalizzazione di almeno un miliardo).

Per riuscirci, ho individuato una strategia divisa in tre fasi: l’analisi, il test e la valutazione.

1. La fase di analisi di un Minimum Viable Product

La fase di analisi si basa sull’analisi di due fondamentali requisiti di un’idea di business:

  • il progetto non deve richiedere tempi di sviluppo superiori a 48h;
  • il progetto deve essere promuovibile con una strategia di promozione low-cost (massimo 100€ per il primo mese), definita prima di iniziare lo sviluppo.

Se i requisiti vengono soddisfatti, posso iniziare a lavorare sul progetto, altrimenti scarto il progetto e passo ad analizzarne un altro.

Semplice no?! Sicuramente può risultare una strategia “rozza” e può non tener conto di alcuni aspetti importanti, ma sono dell’idea che la semplicità sia alla base di un business di successo.

Regole semplici portano a risultati chiari.

2. La fase di testing di un Minimum Viable Product

La fase di testing, dura un mese. Durante questa fase, devo mettere in atto la strategia stabilita nella fase di analisi, impiegando le risorse che mi ero prefissato di utilizzare (in termini di tempo e denaro).

Una volta completata la fase di testing, è il momento di tirare le somme. Il progetto ha funzionato oppure no?

E’ importante dare una risposta chiara a questa domanda: un progetto può avere funzionato oppure non avere funzionato. Il più grande pericolo è quando un’idea funziona abbastanza, ma potrebbe andare meglio. Spesso, in quei casi, sei indotto ad avere false speranze che andrà meglio in futuro, ma ti dico per esperienza che spesso non è così: proseguire a quelle condizioni è solo uno spreco di risorse e di energie. Per fare business, è fondamentale essere pragmatici.

3. La fase di valutazione di un Minimum Viable Product

Se un progetto “passa” la fase di testing, è il momento di incrementare i tuoi sforzi fatti nel promuoverlo ed implementare eventuali strategie di promozione aggiuntive.

Se, al contrario, un progetto non avesse avuto successo, è il momento di interrogarsi sul perché:

  • il prodotto/servizio non è sufficientemente di qualità?
  • hai sbagliato strategie di promozione?

Qualunque sia la causa, se riesci ad individuarla puoi cercare di migliorare il tuo progetto, rimuovendone gli aspetti negativi. Se decidi di dare un’altra chance al tuo progetto, non dovrai far altro che ripetere le tre fasi di nuovo.

Se invece non riesci a individuare nessuna criticità, forse il prodotto/servizio non funziona perché non è interessante. Purtroppo non tutte le idee sono destinate ad avere successo! Ma non preoccupare, il fallimento è parte del processo di apprendimento: è giunto il momento, per te, di trovare una nuova idea di business e applicare le strategie di cui ti ho parlato sopra.

In bocca al lupo! 🍀 Fare business non è per tutti, ne avrai davvero bisogno!

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